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Scrivendo sulla spiaggia

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Meditazione Biodinamica - Il Respiro della Vita




 “Vorrei che andaste incontro al sole e al vento

con la pelle, più che con il vestito,

perchè il respiro della vita è nella luce del sole

e la mano della vita è nel vento.


Kahlil Gibran "Il profeta"



L'energia vitale è ciò che caratterizza la manifestazione della Vita, in tutti i suoi aspetti.


La prima cosa che il respiro ci dice è che la vita non si presenta come un fenomeno lineare,  ma ondulatorio. La vita si propaga in maniera pulsante, ritmica, oscillante, come un’onda. La vita si esprime a onde, la vita arriva a onde. 




Il Respiro della Vita fu considerato da Sutherland ( il padre della Biodinamica Craniosacrale) l’Animatore o la scintilla che sta dietro tutti i ritmi. 

Il Fulcro primario, punto centrale da cui sorge il Movimento. 

Il Respiro della Vita è la nostra forza vitale fondamentale; un fluido in un fluido che contiene un’intelligenza innata. 






Ogni istante è un momento di creazione dell’universo e il nostro sistema umano è,

attimo dopo attimo, espressione di questa creazione perenne. La vita inizia con un inspiro e termina con un espiro, e questo ciclo sarà espresso ogni istante nelle nostre cellule, in un ciclo continuo di nascita e di morte.

La creazione manifesta i suoi fini mediante il Respiro della Vita. Questa Intelligenza rivela il suo principio creativo dall’istante in cui avviene il concepimento e dura fino al momento della morte del nostro corpo fisico. 

“La Forza Vitale si manifesta attraverso il ritmo ondulatorio del fluido cerebrospinale, attraverso le onde fluttuanti di questo liquido. E’ come se ogni cellula respirasse l’energia vitale. E’ proprio per questo che viene chiamato “Respiro della Vita” 


“In cinquant’anni di ricerche, Sutherland continuò ad approfondire l’esplorazione di quello che oggi è chiamato il “sistema respiratorio primario”, arrivando a definire un sistema a molti livelli che respira autonomamente a partire da una potenza più profonda che agisce all’interno dei fluidi corporei. Sutherland chiamò respiro della vita questa forza che ci anima. Il ritmo vitale della respirazione polmonare diventò secondario rispetto alla respirazione primaria, un movimento involontario che anima tutte le cellule del nostro corpo, intese come un’unità di funzione. Siamo costituiti al 70% da liquidi, la nostra vita embrionale si forma nei fluidi e la nostra salute nasce dalla loro libera espressione. Se consideriamo i fluidi del corpo come un organismo unico, possiamo comprendere l’idea che il nostro corpo dei fluidi (il sangue, la linfa, il liquido cefalorachidiano, la matrice fluida intra ed extra cellulare) sia attraversato da correnti e maree. E’ così che la lesione, il disagio, la stessa malattia, si manifestano come una limitazione alla libera circolazione fluida e un’alterazione dei nostri ritmi innati



Il Respiro della Vita entra nel corpo. Possiamo avvertire i diversi ritmi che sono creati,e possiamo percepire questo processo che si svolge....In realtà possiamo percepire il ritmo del Respiro della Vita che entra nel corpo, entra nella linea mediana e dalla linea mediana genera diverse forme di ritmi nel settore bioelettrico,nei fluidi, nei tessuti. Ciò che avviene è fondamentalmente genesi.Non si ferma mai.Attimo per attimo costruiamo una nuova forma e una nuova funzione” 

                                       James Jealus 


Questa meditazione ci aiuta a sintonizzarci con l’asse di orientamento della linea mediana ed i fulcri naturali che provengono da essa e costituiscono l’elemento al quale fare riferimento nella ricerca dell’equilibrio di tutte le funzioni corporee. La possibilità di “sintonizzarci” sulla linea mediana facilita un riallineamento di tutto il sistema, tessuti, organi e cellule al principio universale di ordine ed equilibrio data dal Respiro della Vita.



La Linea Mediana 

Ogni movimento si organizza intorno ad una linea mediana. La linea mediana è l’Intelligenza e l’orientamento nello spazio di tutti i fenomeni, è anche l’orientamento alla vita, e l’orientamento al ritorno alla Matrice Originaria. Senza di essa non potrebbe esistere nessuna struttura, nessun fenomeno organizzato. 

Esistono infinite linee mediane. Ogni organismo, ogni cosa si orienta  lungo una linea mediana di orientamento e tutte le linee mediane si orientano alla Linea Mediana Originaria. 


Come in un campo magnetico le linee di forza elettriche definiscono lo spazio, così anche nelle strutture biologiche l’asse mediano definisce l’orientamento dello sviluppo embrionale. Proprio come in un campo magnetico, l’orientamento del magnete definisce la disposizione delle 

linee di forza, così nell’organismo vivente la linea mediana definisce lo spazio e le simmetrie, ciò che è sopra e sotto, davanti e dietro. 


La linea mediana del vivente in fase di sviluppo embriologico guida la formazione del sistema nervoso centrale e gradualmente lo sviluppo di tutte le parti del corpo. 

E’una matrice strutturale comune ad ogni organismo vivente, che sia una pianta, un lombrico, un pesce, un felino o un uomo è data dalla presenza di questo asse.

Lungo la direzione della linea mediana gli invertebrati aggregano strutture fasciali e fibrose, tra cui l’apparato digerente. I vertebrati formano anche strutture rigide e ossee, come la colonna vertebrale, oltre che tessuti molli quali la muscolatura assile ed i principali componenti dell’apparato cardio-circolatorio, quali il cuore e l’aorta. 

 

Il canale del sentire 

La linea mediana costituisce il nostro primo orientamento. Essa, attraverso millenni di evoluzione, ha aggregato intorno a sé corporature diverse nel tentativo di trovare modalità sempre più adatte ad interagire, relazionarsi e interrogare il mondo circostante. Si potrebbe dire che questo asse sia l’aspetto più antico e intimo di noi stessi. Infatti è proprio lungo questo canale centrale che mi sento essere “io”. 


Lungo questo canale si svelano le emozioni e i significati che ci riguardano più da vicino. Lungo questo canale si sentono le sensazioni più primordiali e coinvolgenti come lo stupore, il pericolo, la paura,l’attrazione, la repulsione.

Questo canale quindi non ha una valenza solamente strutturale, ma è anche il canale del nostro sentire, il luogo dove mi sento proprio “io”. In Oriente da millenni hanno riconosciuto la presenza di questo canale e in esso le zone significative e le corrispondenti sfumature affettive. 

Da tempo immemorabile noi uomini ci poniamo la domanda sul perché della nostra esistenza e il senso della nostra vita. 


La rete di Indra


Indra, la divinità delle forze naturali che protegge e nutre la vita, intuì che l’intero cosmo era contenuto in ogni singolo granello di polvere.

Così appese una rete intorno all’universo che si estendeva in tutte le direzioni.

La rete non aveva né inizio né fine. Ad ogni nodo della rete Indra appese un gioiello diverso.

Ogni gioiello rappresenta un essere vivente. Ogni gioiello riflette la luce di tutti gli altri gioielli, che a loro volta brillano della luce riflessa da ogni altro.

Nessun gioiello può emanare una luce senza che questa non venga riflessa da tutti gli altri, anche il gioiello appeso al nodo più lontano.

Così ogni gioiello riceve la stessa luce che per primo emana e subisce la luce emanata da un qualsiasi altro gioiello.

Nella rete di Indra tutti i gioielli brillano all’unisono e contemporaneamente ognuno è diverso.

(da Avatamasaka Sutra – Testo di filosofia Buddista)

 



La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati.

La nostra paura più grande è che noi siamo potenti al di là di ogni misura.

E' la nostra luce, non il nostro buio, ciò che ci spaventa.

Ci domandiamo. "Chi sono io per essere brillante, magnifico, pieno di talento, favoloso?"

IIn realtà, chi sei tu per non esserlo?

Tu sei un figlio dell'Universo.

Il tuo giocare a sminuirti non serve al mondo.

Non c'è nulla di illuminato nel rimpicciolirti in modo che gli altri non si sentano insicuri intorno a noi.

Noi siamo fatti per risplendere come fanno i bambini.

Noi siamo fatti per rendere manifesta la gloria dell'Universo che è in noi.

Non solo in alcuni di noi, è in ognuno di noi.

E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, noi, inconsciamente, diamo alle altre persone il permesso di fare la stessa cosa.

Quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.

Nelson Mandela






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